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Dossi di rallentamento Niente dosso vicino alla scuola Il web insorge contro il Comune. Latisana, critiche dopo la decisione dell’amministrazione di non lasciarlo davanti all’istituto di viale Stazione Il rallentatore ora si trova in via Forte, a Pertegada: contrarietà e perplessità dei residenti su Facebook

LATISANA. Arrivano i dossi stradali. E si accende la polemica sull’opportunità, sulla funzionalità e soprattutto sulla scelta di dove posizionarli. Perché, saltata l’ipotesi di metterne uno davanti alla scuola primaria di viale Stazione nel capoluogo, il Comune di Latisana ha deciso di posizionare il dosso che “avanzava” in prossimità della curva di via Forte, in entrambi i sensi di marcia, nella frazione di Pertegada, provocando la reazione dei residenti che fra domenica e lunedì hanno affidato al web il loro malcontento per la scelta, definendo l’intervento inutile e pericoloso. Con un atto di fine febbraio, la giunta comunale aveva bloccato la realizzazione del rallentatore di velocità inizialmente previsto a Latisana, davanti alla scuola primaria, «in attesa degli opportuni approfondimenti alla luce dei recenti casi giurisprudenziali – si legge nella delibera votata dall’Esecutivo – e di realizzare, in sostituzione, un rallentatore di velocità in via Forte».

L’idea dell’amministrazione era di realizzare rallentatori della velocità su alcuni rettilinei stradali, davanti agli edifici scolastici e, per la precisione, alla scuola dell’infanzia, al nido e all’area verde di via Manin, a Gorgo, davanti alla scuola primaria di Pertegada, in via del Molo, e alla scuola dell’infanzia e all’area verde di via don Picotti, sempre a Pertegada. Obiettivo: limitare la velocità dei veicoli in zone che, per la loro conformazione, favoriscono l’aumento della velocità, creando pericolo per le persone.

Nell’elenco rientrava anche la scuola di viale Stazione, a Latisana, ma il disagio provocato dal dosso rallentatore, in particolare ai mezzi di pronto intervento, ha portato l’amministrazione comunale a desistere dal progetto, scegliendo in alternativa via Forte, a Pertegada, dove peraltro il dosso è già stato installato. E questo ha provocato la reazione dei residenti che, sulla pagina Facebook “Sei di Pertegada se...” hanno criticato la scelta.

«Quel dosso farà strage di motociclisti», è il primo dei commenti comparsi sulla pagina. «Sono troppo alti», aggiunge un altro utente. «Almeno potevano prima asfaltare la strada, con i buchi che ha devi già rallentare ogni momento», si legge in un altro dei commenti postati negli ultimi giorni. Critiche anche al dosso di via del Molo, soprattutto per la scelta di posizionarlo proprio davanti alla scuola.
Semmai – suggerisce il web – andava messo qualche metro prima. E ancora c’è qualche residente che propone di mettere dei rallentatori in altre strade, per esempio in via Casette, dove gli automobilisti passano a velocità elevata. Ma c’è anche chi apprezza l’intervento e richiama a moderare la velocità. «Così – si legge – non succede nulla nemmeno attraversando il dosso»
FONTE: ► MessaggeroVeneto 08 marzo 2016


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Nelle casse del Comune finiscono 500 mila euro, centomila in più rispetto al 2014. L’automobilista più veloce andava a 160 km l’ora. E molti parcheggiano in sosta vietata

Multe a LatisanaLATISANA. A 160 chilometri orari, sulla strada regione 354, dove il limite è di 70. È lui il più veloce dei 1.183 “piloti” pizzicati nel corso del 2015 durante i controlli di prevenzione alla sicurezza stradale messi in atto dagli agenti del comando della Polizia locale del servizio intercomunale di Latisana e Ronchis, che hanno portato alla decurtazione di oltre 2.600 punti di patente.
Un controllo intensificato, nel corso degli ultimi dodici mesi, che ha portato il Comune di Latisana a incrementare di un terzo le entrate derivanti dalle multe per violazioni del Codice della strada: dai 330 mila euro del 2014, il 2015, con un totale di 2.584 violazioni accertate, ha chiuso a 438 mila euro - centomila in più dunque -, ai quali vanno aggiunti i 140 mila euro a ruolo per mancato pagamento nei termini di legge.

In aumento anche gli incidenti stradali rilevati: 26 in totale, 15 dei quali con lesioni alle persone, con conseguente ritiro di patente e una decina quelli che hanno prodotto almeno un verbale, in prevalenza per mancata precedenza.
Durante il 2015 gli uomini del Comando sono stati presenti con 267 postazioni di controllo dinamico, con autovelox o telelaser sul territorio comunale di Latisana. È ancora l’eccesso di velocità l’infrazione maggiormente commessa, con appunto oltre un migliaio di autovelox emessi, ai quali vanno aggiunti i 376 verbali per mancata comunicazione dei dati del conducente, non identificato all’atto dell’accertamento.

Rimane, inoltre, la cattiva abitudine di parcheggiare l’auto dove non si può, senza pagare il ticket o senza esporre il disco orario, con 805 preavvisi di sosta emessi lo scorso anno. Ulteriori 210 accertamenti riguardano in generale altre violazioni, fra le quali la guida senza cintura o usando il telefono cellulare, la mancata revisione dell’autoveicolo e la circolazione senza assicurazione.
Un’analisi dell’intensa e consistente attività svolta dagli agenti della Polizia locale è stata presentata dal comandante tenente colonnello, Eros Del Longo e dall’assessore comunale Maddalena Spagnolo, secondo la quale l’incremento dei servizi va letto in un’ottica di un sempre maggiore controllo del territorio, a tutela della sicurezza dei cittadini: «Nel corso dell’anno è stata anche promossa un’attività di prevenzione, con lezioni agli studenti delle nostre scuole - spiega la Spagnolo -, attività che quest’anno sarà ulteriormente aumentata, alla luce del finanziamento concesso dalla Regione che ci consentirà, oltre all’acquisto di nuovi mezzi e telecamere, l’attuazione di alcuni progetti tra i quali dei corsi di autodifesa destinati alle donne».
FONTE: Messaggero Veneto 8 gennaio 2016

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Le ultime 5 Ultimi post sul Blog

LATISANA: «Dopo i proclami elettorali in città nulla cambia» - da valvasev

Nicolò Fantin L’attacco alla giunta del coordinatore regionale di Forza Italia giovani Nicolò Fantin

LATISANA. «Dove sono finiti quei bellissimi spot all’insegna del cambiamento. È ora di cambiare. È ora di contare di più in Regione. Tanto “accattivanti” sui manifesti elettorali e non pervenuti nella realtà quotidiana» l’attacco, al vetriolo è del coordinatore regionale di Forza Italia giovani, Nicolò Fantin. «Fra pochi giorni saranno sei mesi dall’insediamento di questa maggioranza, un tempo sufficientemente significativo, ma guardando in faccia la realtà si può constatare che nulla di rilevante è stato fatto, anzi, mi permetto di dire che Latisana ha perso credibilità, in Regione e nei tavoli politici che la riguardano».

Così il coordinatore regionale di Forza Italia giovani, in una nota dove contesta all’amministrazione comunale di portare avanti solo progetti iniziati e finanziati da chi c’era prima: «Peraltro super contestati dalla stessa sinistra che oggi siede nei banchi di maggioranza».

E secondo Fantin, nulla si è visto anche su altri fronti: «Avremmo dovuto assistere a un profondo e radicale cambiamento di Latisana, a una vera e propria rinascita della città e, in particolare, avremmo dovuto contare di più in Regione. Nulla di tutto questo – commenta il coordinatore Fvg di Forza Italia giovani – e mi fa sorridere chi parla della riapertura della Pediatria come di una straordinaria vittoria, quando invece si tratta di un misero contentino da spot elettorale, della Serracchiani, dopo la disfatta alle recenti elezioni comunali e in vista delle regionali».

FONTE: MessaggeroVeneto - 30 Novembre 2016


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Pubblicato il 02/12/2016 @ 00:52  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Latisana: battaglia degli infermieri sulle indennità tagliate - da valvasev

ospedale civile Latisana LATISANA: un centinaio i dipendenti che chiedono arretrati e risarcimento dei danni. Il Nursind: abbiamo fatto ricorso alle vie legali. L’assessore Telesca scrive alla direzione

Da gennaio non ricevono più l’indennità ex articolo 44 previste nel contratto nazionale del comparto della sanità pubblica, pari a 4,13 euro per ogni giornata di servizio (e per i riposi compensativi) nelle terapie intensive e subintensive. Sono un centinaio gli infermieri che lavorano nelle aree di emergenza degli ospedali di Latisana, Palmanova, Monfalcone e Gorizia e che da una decina di mesi oltre a combattere con la cronica carenza di personale, ricevono una busta paga alleggerita.

A scendere in campo e a ricorrere alle vie legali per loro è il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche che ha dato mandato al proprio legale, avvocato Domenico De Angelis per la messa in mora della direzione generale dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 2 Bassa Friulana Isontina.

A nulla sono valsi gli appelli e gli ultimatum che abbiamo lanciato – lamenta – il segretario Nursind Udine Afrim Caslli – non solo gli infermieri si ritrovano con un contratto che da otto anni non viene rinnovato, ma l’Azienda ha il coraggio di togliere anche pochi spiccioli a chi lavora pur di risparmiare.

L’indennità è dovuta al personale che, operando nell’area di emergenza si occupa di postazioni che richiedono un ininterrotto monitoraggio. Con queste istanze Nursind ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità Maria Sandra Telesca, la quale ha inviato una missiva alla direzione dell’Aas2 per segnalare la problematica.

La legge regionale 17/14 prevede la possibilità per i presidi ospedalieri di base – si legge nel documento – di svolgere le seguenti funzioni articolate nelle unità operative di degenza: pronto soccorso, e medicina d’urgenza con posti di osservazione a breve e semi-intensivi, anestesia e rianimazione con posti intensivi che possono essere organizzati in area comune di emergenza, medicina interna, chirurgia generale, ortopedia, traumatologia, ginecologia, e ostetricia con punto nascita, riabilitazione. È evidente che, qualora l’azienda dia attuazione a quando previsto dalla norma, al personale infermieristico, debba essere corrisposta l’indennità.

Nel frattempo, il legale del Nursind ha fatto partire una diffida intimando all’Aas2 di liquidare le indennità a favore di tutti gli infermieri  "ripristinandone l’erogazione dal gennaio 2016, nonchè a liquidare a tutti gli infermieri interessati un risarcimento di danni per l’improprio e l’indebito utilizzo in mansioni inferiori, risarcimento che può essere quantificato in due mensilità lorde annue moltiplicate per il numero degli anni in cui si è protratta la condotta".

E poiché a tale lettera non ha fatto seguito alcuna risposta, il Nursind ora è deciso a coinvolgere il giudice del lavoro.

FONTE: MessaggeroVeneto - 30 Novembre 2016


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Pubblicato il 02/12/2016 @ 00:48  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Sanità, intervento “live” in diretta mondiale - da valvasev

Sanità intervento live Duemila medici collegati con Latisana: in azione l’équipe del dottor Sorrentino. Il primario di chirurgia ha utilizzato una tecnica innovativa per colon e retto

LATISANA. Dalla sala chirurgica dell’ospedale di Latisana, un’operazione in diretta, seguita da oltre 2 mila medici, sparsi in tutto il mondo. Protagonista dell’intervento “live”, il primario della struttura operativa di chirurgia, il dottor Mario Sorrentino, invitato a compiere, in diretta, un delicato intervento di chirurgia laparoscopica mini-invasiva, su un paziente affetto da una complessa patologia del colon e del retto.

La diretta è stata trasmessa in occasione del 27º congresso internazionale di chirurgia dell’apparato digerente, prestigioso evento internazionale con sede organizzativa a Roma e che ha visto presenti in sede circa 2 mila chirurghi e collegati con il congresso una quindicina di centri italiani, europei e mondiali che si occupano del trattamento mini-invasivo delle patologie chirurgiche.

L’operazione è stata eseguita all’ospedale di Latisana, presidio che ha avuto l’onore di essere scelto dal congresso, per trasmettere in diretta l’intervento, utilizzando un innovativo dispositivo tecnologico mini-invasivo in 3D, che consente la riproduzione su monitor di immagini tridimensionali, consentendo così di ottenere una perfezione di visione del campo operatorio.

Come ci ha spiegato lo stesso dirigente medico, Mario Sorrentino, «questa nuova tecnologia rappresenta un importante passo avanti per la gestione di un intervento chirurgico. E offre – continua il medico – assoluti vantaggi, sia per il chirurgo, in termini di precisione e di ottimizzazione degli atti operatori, sia di conseguenza per il paziente stesso, al quale viene garantita la massima sicurezza, accanto ai noti vantaggi della chirurgia laparoscopica, tra i quali il più rapido ritorno alle normali attività quotidiane, la riduzione del dolore post-operatorio e il miglior risultato estetico».

Come ci conferma Sorrentino, primario della chirurgia di Latisana dal 2011, con all’attivo qualcosa come più di 5 mila interventi, molti dei quali condotti con tecniche mini-invasive, l’utilizzo del dispositivo per la laparoscopia tridimensionale è una pratica utilizzata da diverso tempo, nella struttura operativa dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 2 Bassa Friulana-Isontina, che riunisce sotto un'unica equipe gli ospedali di Latisana e Palmanova, per degli interventi di chirurgia mini-invasiva.

«In particolare – spiega ancora il dirigente medico – per quegli interventi eseguiti in ambito di chirurgia oncologica, dell’apparato digerente e di urologia, tra cui i tumori del colon-retto, rene e prostata. Tanto che finora sono stati eseguiti oltre cinquanta interventi».

FONTE: MessaggeroVeneto - 29 Novembre 2016


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Pubblicato il 30/11/2016 @ 02:58  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Argini del Tagliamento a rischio «La Regione deve intervenire» - da valvasev

argini-del-tagliamento-a-rischio LATISANA: appello di tutte le forze politiche per mettere in sicurezza le strutture di contenimento a sud Il sindaco Galizio: «C’è l’intenzione di appaltare a breve i lavori». Già nel 2011 se ne era parlato in consiglio

L’allarme sullo stato di salute degli argini del Tagliamento, evidenziato dall’ingegnere, Mario Causero, il professionista che per dieci anni si è occupato dell’intervento di diaframmatura, dal ponte dell’autostrada, a Ronchis, fino all’altezza dell’ospedale di Latisana e, prima ancora dal Consorzio Bonifica, preoccupa in modo unitario, tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, che ieri hanno ribadito l’urgenza di procedere con i lavori di rafforzo degli argini, a sud dell’abitato di Latisana, attualmente in sabbia. Lavori per altro già coperti finanziariamente.

La Regione ha dichiarato di voler dare prioritaria alle opere a sud di Latisana – ha detto il sindaco di Latisana, Daniele Galizio -. Dalle informazioni che ho, a breve, c'è l’intenzione di dare seguito alle parole e andare ad appaltare i lavori. Allo stesso tempo noi ribadiamo l’importanza che gli interventi per risolvere le criticità siano inseriti in un contesto di “sistema Tagliamento” che prevede opere nel basso, ma anche nel medio corso, come ribadito anche dalla presidente Serracchiani e dal Ministro Galletti in un recente incontro.

Anche l’ex sindaco Salvatore Benigno, capogruppo di Forza Italia, ritiene «necessario intervenire contemporaneamente, sia sul basso corso, con diaframmatura e rafforzamento degli argini a sud dell’abitato di Latisana, che sul medio corso, con la realizzazione di opere di trattenimento delle ondate di piena, qualunque esse siano. E su questo la Regione deve assumersi la responsabilità politica di “decidere”. Ricordo che l’unico ente deputato a cambiare quanto già previsto nel piano stralcio, è l’Autorità di Bacino.

Il capogruppo della lista civica Il Ponte, Ezio Simonin riporta l’attenzione su quanto accaduto negli ultimi giorni, in Piemonte e in Liguria, «testimonianza diretta di come le mutazioni climatiche stiano creando situazioni imprevedibili. Eventi che possono accadere anche nel bacino del Tagliamento e che rendono quanto mai urgenti, non solo i lavori agli argini, ma anche l’opera di laminazione a monte, chiaramente indicata in una legge dello Stato e che all’epoca non ha visto l’opposizione delle comunità montane che adesso si ostinano a contrastare.

Per Maddalena Spagnolo, capogruppo della Lega Nord, «la questione del Tagliamento è “la questione” fondamentale sulla quale impegnarsi per la sicurezza di Latisana e dei cittadini. Vanno fatti con urgenza i lavori e poi attuare ciò che già in campagna elettorale abbiamo indicato come necessario, verificare i danni provocati agli argini dalle nutrie, rimuovere i detriti portati dalle piene, collaborare con Protezione Civile e Consorzio Bonifica, per la manutenzione e l’efficienza delle idrovore, della conca di Bevazzana e la pulizia e lo sfalcio dei canali».

Lanfranco Sette (Lanfranco Sette) ricorda quanto indicato in un ordine del giorno approvato nel dicembre del 2011, per sollecitare proprio quegli interventi indicati come urgenti dall’ingegnere Causero: «dopo cinque anni le opere necessarie potranno e dovranno finalmente essere realizzate, visto anche quanto dichiarato recentemente dalla Regione. E confermiamo la nostra disponibilità incondizionata a condividere, in tal senso, ogni iniziativa che verrà presa in ambito di consiglio comunale».

FONTE: MessaggeroVeneto - 27 Novembre 2016


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Pubblicato il 28/11/2016 @ 15:57  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina

Argini del Tagliamento a rischio «Vanno messi subito in sicurezza» - da valvasev

argini-del-tagliamento-a-rischio L’allarme dell’ingegner Mario Causero che ha seguito i lavori sul fiume per dieci anni Secondo l’esperto le strutture di contenimento a sud di Latisana potrebbero anche rompersi

LATISANA. Argini in sabbia ormai incapaci di contenere per diverse ore un’ondata di piena di 3.500 metri cubi al secondo. Non una piena eccezionale. Una montana che a Latisana raggiunge i 7/8 metri di altezza. Di quelle che negli ultimi anni si sono viste. Spesso.

Basti pensare agli 8 metri e 80 del novembre 2012, o ai 7 metri e 72 del dicembre 2009. E volendo andare un po’ più indietro ci sono i 9 metri e 70 del giugno 1996. Piene alle quali vecchi studi attribuivano una ricorrenza di 20 o 30 anni ma che i mutamenti climatici, e soprattutto la portata delle precipitazioni, hanno notevolmente ridotto.

Piene che potrebbero mettere in forte crisi gli argini del Tagliamento, dall’abitato di Sabbionera, proprio davanti all’ospedale e fino alla frazione di Gorgo, se condizioni avverse, come un forte vento di Scirocco, mareggiate e alta marea, prolungassero la permanenza di tutta quell’acqua nel letto del fiume. Argini in sabbia che imbevuti d’acqua non sarebbero in grado di contenere la piena. Nel 1966, gli argini si spaccarono lasciando che il Tagliamento travolgesse Latisana, dopo 54 ore di piena da 3.500 metri cubi. Come se non bastasse, nel tratto di fiume in questione, per effetto dei gorghi, ci sono delle aree molto profonde, anche 12 o 15 metri sotto il livello del mare e un loro ingrandirsi potrebbe compromettere la stabilità degli argini.

Finora la storia ha dimostrato che il fiume ha sempre rotto più a monte, ma adesso il vero rischio è all’altezza del parco dei pappagalli, dove il fiume curva. A confermare lo stato di rischio, appena fuori dal centro abitato di Latisana, è Mario Causero, l’ingegnere che ha seguito tutti i lavori di diaframmatura degli argini, dal ponte dell’autostrada in Comune di Ronchis, fino all’altezza dell’ospedale di Latisana: dieci anni di cantiere, dal 2003 al 2013, per creare un’anima in cemento armato negli argini del fiume, per evitare una loro rottura. «Potrebbe esserci una tracimazione, ma è un’eventualità controllabile, per esempio con delle paratie mobili – ci spiega – altra cosa è il crollo dell’argine. E quelli posti a sud di Latisana sono in un materiale permeabile, se sottoposti a una piena prolungata, possono rompersi. Ecco perché l’intervento di messa in sicurezza di quel tratto di argine non è più rinviabile, in considerazione dei tempi di ritorno e dei cinquant’anni già trascorsi dalle due alluvioni. L’opera di laminazione a monte – aggiunge l’ingegnere Causero – è finalizzata a diminuire il livello di piena di passaggio a Latisana, di circa 30, 40 centimetri». «Proseguendo verso sud il rischio di cedimento degli argini cala, ma attenzione – avvisa Causero – una rottura porterebbe tutta l'acqua dritta a Lignano Riviera.

FONTE: MessaggeroVeneto - 26 Novembre 2016


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Pubblicato il 28/11/2016 @ 15:55  - Nessun comment Nessun comment - Vedi ? Aggiungere un articolo sul post?   Anteprima di stampa  Stampa pagina
 
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